Friday, 3 September 2010

twitterTwitterCounter for @ubuntufacile feedFeedCounter

Abilitare Compiz Fusion su Gutsy 7.10 su schede video ATI

DoMiNo @ 16 ottobre 2007 — 02:01
Categorie: Amministrazione,Hardware

Per coloro che hanno avuto problemi ad abilitare Compiz Fusion su Gutsy posto questa semplice guida che mi ha permesso di abilitarlo in pochi passaggi.
Per prima cosa bisogna installare i driver restricted ATI attraverso l’apposito tool che troviamo già installato in Gutsy.

Prima di fare questo aprite il gestore pacchetti Synaptic, scegliete “Impostazioni” -> “Archivi dei pacchetti” ed abilitate tramite spunta tutti i repository presenti nella scheda “Software per Ubuntu”. Chiudete la finestra e dalla pagina principale di Synaptic scegliete “Ricarica”

Adesso è il momento di installare i Driver ATI.

Da “Sistema” –> “Amministrazione” –> “Gestore Driver con restrizioni” abilitate l’uso dei driver ATI.

Eseguire nel terminale il seguente comando per installare la sessione XGL necessaria al funzionamento di Compiz Fusion:

sudo apt-get install xserver-xgl

Riavviamo la sessione (Sistema –> Esci –> Chiudi Sessione)
e  quindi logghiamoci nuovamente. Se non ci sono
problemi vedremo i Visual Effect finalmente attivi e, sull’area di
notifica apparirà il messaggio che ci informa che XGL partirà
automaticamente ad ogni sessione senza il bisogno di avviare una
sessione specifica solo per XGL. Ottimo direi!

Per personalizzare gli effetti di Compiz Fusion ci troviamo davanti a due alternative:

gnome-compiz-manager

oppure

compizconfig-settings-manager.

Vi consiglio compizconfig-settings-manager che permette una maggiore personalizzazione.

Quindi date nel terminale un bel:

sudo apt-get install compizconfig-settings-manager

Troverete quindi al termine una ulteriore opzione in “Preferenze d’aspetto” che vi darà la possibilità di personalizzare come meglio preferite Compiz Fusion.

Links a siti con temi e icone per abbellire il vostro Desktop

DoMiNo @ 25 settembre 2007 — 18:25
Categorie: Desktop,Gnome,KDE

Una serie di links utili per abbellire il proprio desktop

Sfondi desktop 


Deviant Art.
Nella voce di menù del sito Categories -> Customization ->
Wallpapers sono disponibili migliaia di sfondi da utilizzare sul
proprio desktop

Gnome Look. La casa-madre di tutto il necessario per abbellire il proprio desktop Gnome

InterfaceLift. Una grande raccolta di wallpaper in tutte le risoluzioni grafiche

Gnome Art. Sfondi desktop e temi per Gnome

 

Risorse per il windows manager Beryl


Beryl Themes. Tutte le risorse possibili per personalizzare il proprio gestore di finestre Beryl

Connessione ad Internet tramite modem PPPOE

DoMiNo @ — 18:11
Categorie: Amministrazione,Rete

In questa sezione vedremo come configurare l’accesso ad Internet
tramite modem adsl collegato alla porta Ethernet del pc (non usb). E’
necessario ricorrere al terminale per poter configurare l’accesso.

NOTA: è necessario aver sottoscritto un
contratto con un fornitore di collegamento Adsl e aver ricevuto da
questo un nome utente ed una password che permettano di accedere ad
Internet. Se questo requisito è soddisfatto, controllare sul proprio
modem Adsl che la luce corrispondente alla voce “Dsl” sia accesa.

  1. dal menù principale selezionare Applicazioni -> Accessori -> Terminale
  2. digitare nel terminale il comando sudo pppoeconf: verrà chiesta la propria password: digitarla e premere invio
  3. si aprirà a questo punto un programma ad interfaccia grafica che andremo a configurare così:
    1. alla conferma del rilevamento della scheda di rete, premere Si
    2. nella finestra Inserire il nome utente digitare il nome utente comunicato dal proprio provider di servizi Internet
    3. nella finestra inserisci la password inserire la password fornita dal proprio provider (nota: durante la digitazione sarà possibile visualizzare la password stessa e non una serie di asterischi!)
    4. alla richiesta di modifica di una connessione già configurata rispondere Si
    5. alla richiesta di modifica delle opzioni Noauth e Defaultroute rispondere Si
    6. alla richiesta di uso di Peer DNS rispondere Si
    7. alla richiesta di limitazione di MMS rispondere Si
    8. quando viene richiesto di attivare la connessione ad Internet all’avvio del computer scegliere
      1. Si se si dispone di un abbonamento flat a tariffa mensile fissa
      2. No se si dispone di una tariffa variabile in base al consumo effettivo

Alla richiesta di attivare la connessione immediatamente rispondere Si o No in base alle proprie preferenze

A questo punto la connessione è configurata.

NOTA: il procedimento su riportato può essere
effettuato anche nella versione “Live” di Ubuntu: questa versione
permette di provare il sistema operativo senza installarlo fisicamente
sul disco rigido. Naturalmente i settaggi non verranno memorizzati e
allo spegnimento del pc andranno persi e riconfigurati al successivo
utilizzo del LiveCd

Compiz Fusion: Installazione

DoMiNo @ — 17:23

Beryl e Compiz, i gestori di desktop 3d per Linux si sono riuniti da
qualche tempo sotto il nome di Compiz Fusion. Questo progetto porta con
se nuovi effetti grafici e migliorie al codice che lo rendono ancora
più performante e piacevole alla vista. Vediamo ora come installarlo
sulla nostra Linux Box.

Aggiungere i repository


Nota: Se avete Gutsy 7.10 o superiore non è più necessario aggiungere i repository, procedete oltre.

Aggiungere al sources.list i seguenti repository:

deb http://download.tuxfamily.org/3v1deb feisty eyecandy
deb-src http://download.tuxfamily.org/3v1deb feisty eyecandy

Potete farlo usando gedit ed aggiungendo alla fine della lista le righe qua sopra.

 sudo gedit /etc/apt/sources.list

Autenticare i repositories attraverso il comando:

wget http://download.tuxfamily.org/3v1deb/DD800CD9.gpg -O- | sudo apt-key add -

Installare Compiz, il configuratore e Compiz Fusion


Andremo ora ad aggiornare il database APT e ad installare tutti i pacchetti necessari:

sudo apt-get update

Prima di installare Fusion è necessario rimuovere la versione di
Compiz già presente in Feisty e i Desktop Effects che questa installa
di default con il comando

sudo apt-get remove compiz-core desktop-effects

Per evitare qualsiasi problema di compatibilità è opportuno
rimuovere le vecchie configurazioni, anche queste installate dal Compiz
presente in Feisty:

rm -rf ~/.compiz
gconftool-2  --shutdown
gconftool-2 --recursive-unset /apps/compiz

Andremo ora ad installare il nucleo di Compiz Fusion, riportando i comandi per i tre desktop manager più diffusi:

Se avete Gnome

sudo apt-get install compiz-gnome

Se usate Kde

sudo apt-get install compiz-kde

Andremo ora ad installare l’utility che ci permetterà di configurare
gli effetti e le prestazioni grafiche di Fusion attraverso il comando

Per Gnome;

sudo apt-get install compizconfig-settings-manager libcompizconfig-backend-gconf

Per Kde

sudo apt-get install compizconfig-settings-manager libcompizconfig-backend-kconfig

Adesso è ora di Fusion e dei suoi plugin

sudo apt-get install compiz-fusion-*

Avviare Compiz Fusion


Al termine dell’installazione dei pacchetti basta digitare nel terminale

 compiz --replace -v &

per vedere se tutto è andato come avrebbe dovuto :)

Se volete avviare Compiz Fusion a boot del pc, basta aggiungere in Sistema -> Preferenze -> Sessioni il seguente comando:

compiz --replace &

Se volente utilizzare Emerlald come gestore di finestre, potete
installarlo da Synaptic ed aggiungere, come per Compiz, il seguente
comando in Sessioni:

emerald --replace

Alcuni Screenshots (dal pc di DoMiNo)


Expo Plugin

Il plugin Expo

snapshot8qd7 Compiz Fusion: Installazione

Il plugin Desktop

snapshot9fq5 Compiz Fusion: Installazione

Cubo con riflessi sulla superficie in basso

snapshot10fj4 Compiz Fusion: Installazione

Selezione della finestra desiderata col plugin Clockwise

snapshot11bl3 Compiz Fusion: Installazione

Il plugin per scrivere con il fuoco sul desktop

Rootkit: definizione e prevenzione

DoMiNo @ — 17:19

Su sistemi GNU/Linux non c’è bisogno di antivirus o anti-spyware e
programmi simili molto usati, al contrario, su Windows. Negli ultimi
tempi nuovi tipi di minacce si sono affacciate nel mondo Linux; queste
minacce sono chiamate rootkit. Cosa sono? Secondo wikipedia un
rootkit…

… è un software o un insieme di software in grado
di ottenere il controllo di un computer da locale o da remoto in
maniera nascosta, ossia non rilevabile dai più comuni strumenti di
amministrazione e controllo. I rootkit vengono tipicamente usati per
nascondere delle backdoor.

I più comuni rootkit fanno uso di moduli del kernel o librerie su sistemi Unix, e DLL e driver per quelli Windows.

Vediamo come difendere Ubuntu da questa minaccia:

Installiamo chkrootkit e rkhunter con il comando

	sudo apt-get install chkrootkit rkhunter
	

 

oppure installiamo i due pacchetti da Synaptic per soddisfare tutte
le dipendenze. Consiglio di installarli tramite il gestore di pacchetti
in quanto se non avete già installate le dipendenze i programmi non
verranno eseguiti.

Entrambi i programmi funzionano da terminale, non esiste un’interfaccia grafica, e vanno lanciati con privilegi di root tramite sudo

Per avviare chkrootkit:

	sudo chkrootkit
	

 

Per una scansione del sistema:

	sudo rkhunter -c
	

 

Per aggionrare rkhunter:

	sudo rkhunter --update
	

 

Ulteriori informazioni vengono fornite dalle pagine man dei due programmi:

	man chkrootkit
	man rkhunter
	

 

 

Antivirus: serve davvero?

DoMiNo @ — 17:17

Lo so, so cosa state pensando: questo è Linux, non ho bisogno di un antivirus!

Per quanto quest’affermazione sia vera, è necessario fornire
protezione per tutti i files che si ricevono e si trasmettono da e
verso gli utenti Windows con i quali si entra in contatto.

Vediamo quali antivirus per Linux/Ubuntu possono essere installati sulla nostra macchina:

  • Clam Antivirus: è uno dei più popolari antivirus  per macchine *nix

  • Avg Antivirus: la versione free di un popolare antivirus per Windows
  • BitDefender: antivirus utilizzato da linea di comando (terminale)
  • Panda Antivirus: usa procedure sofisticate per rimuovere virus da postazioni di lavoro collegate a server Linux

Ottenere Ubuntu

DoMiNo @ 24 settembre 2007 — 19:22
Categorie: Installazione

E’ possibile ottenere Ubuntu in due modi:

  • scaricando un’immagine ISO
  • richiedendo gratuitamente i cd

 

Scaricare un’immagine ISO


Le versioni disponibili per il download sono due:

  • Ubuntu 8.04 "Hardy Heron": l’ultima versione del sistema operativo; è stata rilasciata nell’aprile 2008 e sarà supportata fino al 2011 in quanto LTS (long term support).

Il download delle due versioni è possibile effettuarlo seguendo questo link

A meno che non abbiate particolari esigenze, vi consiglio di scaricare l’ultima release, la 8.04 "Hardy Heron" Desktop Edition ottimizzata per un uso desktop quotidiano e contenente versioni recenti del software .

Come architettura scegliete Standard personal computer.

Successivamente selezionate un server dal qual scaricare.

Se avete particolari esigenze sono disponibili diverse versioni del sistema operativo e più precisamente:

  • Desktop Edition. Conosciuta anche come "live" permette di provare Ubuntu sul proprio pc senza andare a toccare i sistemi operativi già presenti. E’ infatti avviabile al boot di sistema e permette sia di provare il sistema operativo sia di installarlo stabilmente sul disco fisso del proprio pc.
  • Server Edition. E’ l’edizione che permette di installare il sistema operativo su un pc che sarà utilizzato come server. Con questa edizione non viene installato nessun ambiente grafico e sarà possibile utilizzarlo dalla riga di comando.
  • Alternate Edition. Questa edizione è adatta all’installazione su pc obsoleti e con meno di 192 Mb di ram
  • Dvd Edition. E’ l’immagine ISO di un dvd contentente sia l’edizione Desktop sia l’edizione Alternate. Per il download della Dvd Edition fare riferimento a questo link in quanto non è presente nessun link nella pagina di download dal sito ufficiale. 

  Tutte le versioni sono inoltre rilasciate anche per architettura a 64bit (x86_64 o amd64), questa scelta è però consigliata ad utenti con un minimo di esperienza.

Richiedere un cd 


E’ possibile ricevere a casa propria un cd ufficiale di Ubuntu. La spedizione è totalmente gratuita ed è utile per chi non può eseguire il download della distribuzione.

L’ordine va effettuato nella pagina Ship-It raggiungibile a questo link previa registrazione gratuita. Per ogni cd ordinato si riceverà anche un adesivo ufficiale di Ubuntu. L’ordine di solito viene evaso in 24-48 ore dalla richiesta mentre per la ricezione a casa propria il tempo dichiarato dalla Canonical è di circa 4-6 settimane.

Masterizzare CD di installazione

DoMiNo @ — 18:49
Categorie: Installazione

Effettuando il download dell’immagine ISO di Ubuntu si scarica un
file particolare con estensione .iso la cui dimensione di solito
equivale a quella di un cd-rom ovvero circa 700 Mb. Per poter
utilizzare il cd è necessario convertire l’immagine ISO in un cd
avviabile di installazione. E’ quindi sufficiente masterizzare
l’immagine ISO per ottenere il supporto che permetta l’installazione
del sistema operativo

Il processo di masterizzazione viene eseguito da un programma di masterizzazione. E’ sufficiente scegliere una voce del tipo “scrivi immagine su cd“,
selezionare l’immagine ISO scaricata ed attendere la fine del processo,
Questo processo è possibile avviarlo da tutti i sistemi operativi
attualmente esistenti. I prossimi passi descrivono le istruzioni per
poter realizzare il cd di installazione di Ubuntu su alcuni dei
programmi più diffusi di masterizzazione.

Windows


ISO Recorder

ISO Recorder è un programma gratuito scaricabile da qui. Di seguito le operazioni necessarie per masterizzare l’immagine ISO con questo programma.

  1. inserire un cd vuoto nel masterizzatore
  2. individuare il file .iso di Ubuntu precedentemente scaricato e successivamente selezionare Copy image to CD
  3. fare click su Next avviando così il processo di masterizzazione
  4. al termine del processo, selezionare Finish per uscire dal programma

Nero Burning Rom

Per masterizzare l’immagine con Nero seguire i seguenti passi:

  1. inserire un cd vuoto nel masterizzatore
  2. avviare Nero Burning Rom
  3. selezionare dal menù Masterizzatore la funzione Scrivi immagine
  4. nella finestra di dialogo che si aprirà selezionare Apri e quindi selezionare il file .iso e cliccare su Apri
  5. nella finestra di dialogo successiva selezionare Scrivi per avviare il processo di masterizzazione

Linux (Gnome) 


  1.  
    1. inserire un cd vuoto nel masterizzatore
    2. in Nautilus fare click col tasto destro del mouse sul file ISO precedentemente scaricato e selezionare la voce Write to disk per aprire la finestra omonima
    3. Nella stessa finestra selezionare il masterizzatore e la velocità di scrittura e quindi fare click su Write per avviare il processo

Mac OSx 


  1. avviare l’applicazione Utility disco dalla cartella Utility
  2. inserire un cd vuoto e selezionare Masterizza, di seguito selezionare il file .iso da masterizzare

Copertine per i cd


Una volta masterizzato il vostro cd di Ubuntu, perchè non completare l’opera con le copertine per la custodia?

A questo link potrete scaricare copertine per:

  • fronte
  • retro
  • cd
  • booklet

 

Note: Qualora abbiate problemi a leggere il CD di installazione
vi consigliamo di ridurre la velocità di scrittura (4X non dovrebbe
dare problemi) durante il processo di masterizzazione.

 

 

 

Filesystem Unix

DoMiNo @ 18 settembre 2007 — 20:17
Categorie: Amministrazione

drive harddisk Filesystem UnixIl File System UNIX (Linux).


Introduciamo alcuni concetti sui quali si basa il file sistem Unix rispetto al classico DOS.

  • nello scrivere un percorso (path) si usa la slash ("/") [come quando scrivete un indirizzo internet] e non la back-slash ("\")
  • sotto DOS i nomi dei file sono nella forma 8.3 ( PROVATES.TXT ); in Linux si possono usare nomi di file lunghi più di 255 caratteri e con più caratteri punto (".") all’interno del nome. Es: Questo_e.un.nome-di.file-molto_lungo
  • caratteri maiuscoli e minuscoli rendono due file differenti anche se hanno lo stesso nome. Quindi NOMEFILE.tar.gz è nomefile.tar.gz sono differenti.
  • i nomi dei file non sono collegati in alcun modo ad estensioni particolari. Ad esempio un file eseguibile non deve avere estensione .COM, .EXE o .BAT ma per essere eseguito deve avere solo le giuste "permission"(permessi). In Linux i file eseguiti sono marcati con un asterisco ("*") dai programmi che visualizzano l’elenco di una directory.
  • sotto DOS i file di backup terminano con l’estensione .BAK, in Linux invece terminano con una tilde (‘~’).
  • in Linux un nome di file che inizia con un punto (".") e considerato "hidden" (nascosto/invisibile)
  • il passaggio dei parametri in DOS avviene mediante l’uso della slash ("/") mentre in linux si usa il segno meno ("-") singolo o doppio ("–"). E da notare che alcuni famosi programmi DOS (PKZIP e ARJ) usano già questa sintassi Unix.

Struttura delle directory


Il dos/windows automaticamente monta tutte le unità (floppy, hard-disk, cd-rom) usando le lettere dell’alfabeto c:, d:, ecc. In Linux il disco principale contenente il ‘ROOT FileSystem’ viene montato sotto la root directory, cioe ‘/’. Gli altri file system, come cdrom e connessioni di rete possono essere "montati" in qualsiasi parte dello stesso, anche se lo standard dice che dovrebbero stare in una sottocartella del percorso "/mnt".

Ubuntu monta i dispositivi sotto /media (es. /media/cdrom, /media/floppy, /media/hda1, /media/sdb2)

Guardando sotto "/" noterete una serie di cartelle di difficile interpretazione, tutto però ha una logica ben precisa. Linux è uno Unix ed è stato quindi creato come sistema multiutente. Le directory di primo livello /bin, /sbin, /root contengono i programmi necessari all avvio del sistema in modalita singola utente (solo amministratore). Le directory di secondo livello /usr/bin, /usr/sbin contengono tutti i programmi che possono essere eseguiti dagli utenti della macchina e non solo dall’amministratore. Gli utenti hanno una loro cartella personale sotto il percorso /home dove possono fare tutto quello che vogliono. Infatti l’utente "pluto" può compilare ed usare una sua versione dei programmi in /home/pluto/bin da /home/pluto/src. Infine /usr/local / è usata per preparare software da usare localmente.

Alcune delle cartelle più importanti:

  • /  è la directory radice (root)
  • /bin contiene i programmi (detti anche binari) utilizzati durante il processo di avvio (boot)
  • /sbin come sopra con la differenza di contenere programmi eseguibili solo da root 
  • /boot  Kernel e i file di configurazione del boot manager (grub)
  • /dev contiene i devices, cioè  collegamenti ai vari dispositivi: tastiera,modem,dischi,ecc.
  • /etc file di configurazione di sistema
  • /home cartelle degli utenti (es. /home/vostronome)
  • /initrd l’initial ram disk (usata nella procedura di boot)
  • /lib librerie di sistema (modalità singolo utente)
    • /lib/modules  moduli del kernel
  • /mnt o /media cartelle dove di solito sono montati i dispositivi di archiviazione (cdrom,dvd,HD,penne USB)
  • /opt applicazioni aggiuntive (opzionali)
  • /proc processi del kernel (filesistem virtuale)
  • /root la "home" dell’utente root (amministratore)
  • /tmp i file temporanei usati dalle applicazioni
  • /usr comandi,librerie, pagine di manuale, giochi e altri files per utilizzo normale (modalità multiutente) replica la struttura di /
    • /usr/bin tutti i programmi si trovano quì
    • /usr/sbin programmi eseguibili solo da root
    • /usr/include file "header" pe la compilazione
    • /usr/lib librerie utili ai programmi
    • /usr/local installazioni locali
    • /usr/man,info,doc pagine di manuale
    • /usr/games giochi
    • /usr/src sorgenti per la compilazione
    • /usr/share risorse condivise
    • /usr/X11R6 file del server X
  • /var contiene files che cambiano come mail, log di stampa e altri file temporanei

 

Comandi Terminale

DoMiNo @ — 20:17
Categorie: Amministrazione

terminaleComandi da Terminale (bash,shell)

Una lista di comandi che potete utilizzare tramite terminale (Applicazioni>Accessori>Terminale) per compiere in modo veloce alcuni compiti ripetitivi, oppure per utilizzare quei programmi che non possiedono un interfaccia grafica.

Prima vi consigliamo di leggere : Filesystem Unix, che spiega come Unix (e Linux) gesticono i files e le cartelle di sistema.


 

Ottenere aiuto


Ci sono molti modi per ricevere aiuto circa un determinato comando.
Provate con :

  • nome_comando -h
  • nome_comando –help
  • help
  • help nome_comando
  • dhelp cerca all’interno della documentazione Debian
  • dhelp cerca nella documentazione RedHat
  • man nome_comando visualizza la pagine di manuale
  • apropos nome_comando cerca un determinato argomento
  • whatis nome_comando ricerca nel manuale della guida per una parola
  • info consultazione dei documenti relativi a prodotti GNU

I comandi di base sono di solito documentati tramite l’uso di "man", se lo avete lanciato premete il tasto [q] per chiudere la pagina.

Hot Keys


Alcune combinazioni di tasti possono essere molto utili in Linux, eccone alcune:

  • History – con l’uso delle frecce [SU] e [GIU] e possibile ottenere la lista di tutti i comandi precedentemente digidati.
  • Backscrolling – lo scrolling dello schermo indietro o in avanti si ottiene premendo [SHIFT] + [PAGINA SU] o [PAGINA GIU]. Questo permette di vedere testo che precedentemente era sullo schermo.

Ecco altri hot keys:

  • [CTRL]+[c] – interrompre il programma in esecuzione
  • [CTRL]+[d] – segnala la fine dell’operazione di input
  • [CTRL]+[u] oppure [CTRL]+[x] – cancella la linea attuale
  • [CTRL]+[z] – mette il programma in pausa
  • [TAB] – QUESTO E’ IL TASTO PIU’ USATO. Completa automaticamente il percorso o il nome del file digidato da tastiera.
  • [CTRL]+[t] – Inverte le due lettere dove si trova il cursore, utilissimo se quando si sbaglia per la troppa fretta. Esempio: ‘dorò diventa ‘door’
  • [Shift]+[Scrollock] – visualizza informazioni sulla memoria
  • [AltGr]+[ScrollLock] – visualizza lo stato dei registri
  • [Ctrl]+[ScrollLock] – visualizza lo stato del sistema
  • [AltGr]+[Fn] – Passa alla console virtualw "n"+12
  • [Alt]+[RightArrow] – Passa alla console virtuale successiva
  • [Alt]+[LeftArrow] – Passa alla console virtuale precedente
  • [AltGr]+[PrintScreen] – Passa all’ultima console virtuale

Completamento automatico del Path


Se la shell che state utilizzando è bash vi potrà tornare molto utile la feature del "completamento automatico del path" (Path Completion). In pratica mentre nella shell si sta digitando il nome di un percorso o di un file, la pressione del tasto [TAB] provoca il completamento automatico.

Se ciò non è possibile perchè il nome digidato corrisponde a più di una combinazione verrà emesso un segnale di beep dopodichè un’ulteriore pressione del tasto [TAB] provoca la visualizzazione di tutti i file che corrispondono alla stringa sinora digidata. Molto spesso l’autore utilizza questa feature per visualizzare il contenuto di una directory. Ad esempio se sto cercando di visualizzare un file di cui non ricordo il nome nella mia home directory.

Posso digitare: cat /home/agx e quindi premere due volte [TAB] per ottenere tutti i file della directory senza dover richiamare prima il comando ls. Posso poi digitare il nome del file desiderato senza dover riscrivere il comando ‘cat’.

Utilizzo del mouse 


Se è attivo il "daemon" (demone,servizio) "gpm" è possibile effettuare operazioni di "cut & paste" di testo tra le varie control virtuali. Premere il tasto sinistro del mouse e tracinarlo per selezionare il testo da copiare, quindi posizionarsi sul punto "x" e premere il tasto destro per incollare il testo.

Gestione delle Directory


Questi sono alcuni dei comandi per la gestione delle directory:

  • ls – elenca i file contenuti in una directory, cioè DIR
  • cd – come in DOS serve a cambiare la directory corrente
  • md – crea una sottodirectory, come MKDIR in DOS
  • rd – rimuove una sottodirectory, come RMDIR in DOS
  • cp – copia file o sottodirectory, come COPY in DOS
  • mv – muove o rinomina una sottodirectory, come MOVE in DOS
  • rm – rimuove file o sottodirectory, come DEL in DOS
  • pwd – restituisce il nome della directory corrente
  • du – dà indicazione sullo spazio usato dai file
  • df – dà indicazione sullo spazio libero sui dischi

Ecco alcune delle wildcard usate nei comandi Linux che manipolano files o directory:

  • ";" Permette di inserire più comandi in successione sulla stessa riga. Esempiople: ls /bin ; ls /sbin ; ls /tmp
  • "&" Esegue un comando in background. Esempio: httpd &
  • "|" pipe
  • "#" commento
  • "\" indica alla shell che il comando che si sta scrivendo continua alla riga successiva.
  • "$" indica una variabile di sistema. Esempio: $PATH=/bin:/sbin
  • "?" wildcard (un carattere qualsiasi ma solo in quella posizione) Esempio: /bin/c?t
  • "*" wildcard (qualsiasi carattere tranne i file nascosti) Esempi: "ls gcc*" o "ls *.rpm" o "ls lib*.so.*"
  • ".*" wildcard (come ‘*’ ma include anche i file nascosti)
  • "[]" wildcard (solo i caratteri specificati ed in quella posizione) Esempio: "ls [Cc]at", cerca per i files "Cat" e "cat"

Il comando "ls" ha la seguente sintassi: ls [opzioni][path_name]
Le opzioni principali sono:

  • "-a" elenca tutti i file includendo sottodirectory e file nascosti
  • "-d" mostra solo le directory
  • "-k" mostra le dimensioni in kilobyte
  • "-l" visualizza informazioni addizionali come le permission, le dimensioni e le date
  • "-o" utilizza colori diversi per i file e le directory
  • "-R" recurse subdirectory, come DIR /S in DOS
  • "-S" ordina i file secondo le dimensioni
  • "-t" ordina i file secondo la data di modifica
  • "-X" ordina i file per estensione
  • Se il risultato del comando "ls" supera le dimensioni dello schermo, è possibile usare la sintassi (equivalente a DIR /P in DOS):" ls | more " per visualizzare il risultato una pagina alla volta.

    Il comando cd funziona come in DOS, tranne che in Linux si hanno due possibilità di utilizzo particolari:

  • "cd -" Annulla l’ultimo comando "cd" ritornando alla precedente directory !
  • "cd ~" Posiziona la shell nella home directory dell’utente attuale.
  • Il comando md è usato per creare directory. La sintassi è md

    Il comando rd, invece, rimuove una directory che deve essere già stata svuotata da tutti i file. La sintassi è rm

    Il comando du visualizza lo spazio usato dalla directory, non quanto spazio è libero. La sintassi è : du [-a] [-s] [-m]

  • "-a" visualizza l’uso dello spazio per tutti i file del percorso specificato
  • "-s" visualizza l’uso dello spazio totale solo per il percorso specificato
  • "-m" visualizza le informazioni in Megabytes
  • Il comando df visualizza lo spazio libero sui dischi del sistema. Esempio: df -h

    Permessi Utente


    Lanciando il comando "ls -al" noterete che visualizza le directory ed i file in un formato esteso rispetto allo standard, questo include informazioni sulle permission e l’ownership.

    Ecco come appare:

    drwxr-xr-x   2 dosuser  dos           256 Apr 28 15:40 ./
    drwxr-xr-x  15 dosuser  dos           928 Apr 28 14:50 ../
    -rw-r--r--   1 dosuser  dos            20 Apr 28 16:05 .bash_history
    -rw-r--r--   1 dosuser  dos          6993 Oct  5 16:01 _bhist
    -rw-r--r--   1 dosuser  dos          1150 Apr 28 15:55 _blogin
    -rw-r--r--   1 dosuser  dos            40 Dec 30  1996 _blogout
    -rw-r--r--   1 dosuser  dos          1131 Dec 31  1996 _inputrc
    -rwxr-xr-x   1 dosuser  dos           220 Nov  8  1996 man2txt.sh*
    

    Il primo campo sono le permission. Sono nella forma: ‘drwxrwxrwx’, quando uno di questi flag non è presente è indicato con ‘-’. Il flag ‘r’ indica che il file è leggibile. ‘w’ che è scrivibile ed ‘x’ che è eseguibile.

    Il primo flag ‘d’ indica se il file è una directory. Diversamente ‘-’ indica un file normale mentre ‘l’ signiifca che il file è un link ad un’altro file.
    La prima serie di ‘rwx’ sono riferite alle permissione che ha l’owner’ (il padrone) del file che è il nome indicato nella terza colonna (dosuser).
    La seconda serie di ‘rwx’ sono le permission che ha il gruppo sul file. Il gruppo è indicato alla 4a colonna (dos).
    La terza serie di ‘rwx’ sono le permission che hanno tutti gli altri utenti su quel file.

    Un utente che crea un file con permission ‘-rw——-’, sarà l’unico ad avere accesso a quel file.
    E’ da notare che le permission per la directory ‘./’ corrispondo alle permission che ha la directory corrente.
    Ricordatevi anche che i file nascosti sono quelli che iniziano con un punto, e che per essere visualizzati bisogna usare l’opzione -a con il comando "ls".

    Come vengono applicate le permission ?

    Le permission assegnate ad un file dipendono innanzitutto dalle permission della directory dove è situato il file. Un file pubblico ("-rwxrwxrwx") non può essere visto da tutti se le permission della directory sono "-rwx——".
    Un utente per accedere ad i file di una directory deve avere i permessi di [ lettura (r) ed ] esecuzione (x) su di essa e di lettura (r) ed esecuzione (x) sul file. 

    Comandi per la gestione dei file


    Questi sono i comandi per la gestione dei file :

     

  • cp - COPY
  • rm - cancella un file, i.e. DEL
  • rm -R - con l’opzione -R funziona come il comando DOS "DELTREE"
  • mv - muove/rinomina un file
  • cat - visualizza un file, come TYPE
  • more - visualizza un file ma una pagina per volta
  • less - come "more"
  • Il comando di copia, cp ha la seguente sintassi : cp [options] [source_file] [target_file]

    Le opzioni più usate sono:
    "-i" chiede conferma prima di sovrascrivere un file
    "-r" copia anche le sottocartelle (ricorsivamente)
    "-a" si comporta allo stesso modo di XCOPY
    "-f" sovrascrive file già esistenti senza chiedere conferma

    Il comando di rimozione, rm ha la seguente sintassi: rm [options] [list of file to delete]

    Utili opzioni sono:
    "-i" chiede conferma prima di cancellare un file
    "-r" rimuove un’intera directory
    "-R" rimuove una directory e tutte le sottocartelle

    Il comando mv ha la seguente sintassi : mv [options] [old_file_or_dir_name] [[new_directory_name]/[new_file_name]]

    Il comando cat semplicemente visualizza tutti i file elencati sulla linea di comando, ed è per questo usato per "concatenare" diversi file, ad esempio: cat pippo pluto paperino > topolinia
    L’opzione "-n" di cat è usata per numerare le righe mentre vengono visualizzate.

    "more" e "less" visualizzano una pagina per volta il file specificato sulla riga di comando oppure inviato tramite pipe.
    Esempi: cat pippo | more equivalente di more pippo

    Utili tasti da tenere in mente sono:
    [INVIO] per avanzare di una riga
    [SPAZIO] per avanzare di una pagina
    [p] per tornare indietro di una pagina
    [q] per uscire dal programma.

     

    Eseguire programmi


    Per eseguire un programma basta digitare il suo nome e premere INVIO. Se la directory dove è incluso il programma non è presente all’interno del PATH di ricerca il programma non sarà eseguito anche se si trova nella directory attuale. Per ovviare a ciò indicare il nome del percorso del programma oppure ./nome_programma se si trova nella directory attuale.

    Concatenare Programmi

    Su una stessa riga possono essere eseguiti più programmi, basta separarli con ";".
    Esempio: ls /bin ; ls /root

    Se una linea di comando è troppo lunga per stare su una sola riga, si puo usare il carattere "\" per "andare a capo". Il sistema visualizzare il prompt "continue>" per indicare che è possibile continuare a digitare il comando precedente.

    Se si vuole eseguire un programma solo se il programma precedente è terminato con successo basta separarli con i caratteri "&&".
    Esempio: cp /etc/passwd /tmp/grabbed_passwd_file && cat /tmp/grabbed_passwd_file

    Eseguire processi in background

    Per eseguire un processo in background basta aggiungere il simbolo "&" alla fine della riga di comando.
    Esempio: pppd &

    La shell ritornera un codice del tipo:
    [1] 123
    che identifica il numero assegnato a tale "job" (cioè 1 ) e il numero del PID (123) assegnato al processo.

    Eseguire processi in background è molto utile, si può formattare un disco, zippare molti files oppure lanciare una stampa molto grande allo stesso tempo, sempre avendo il prompt dei comandi a piena disposizione.

    Fermare un processo

    Basta premere CTRL + C

    Monitorare i processi

    Per vedere la lista dei processi utenti basta usare il comando ps
    Per poter vedere TUTTI i processi del sistema si usa la sintassi: ps -ax

    Jobs, Backgrounds and Foreground

    I processi che girano in background sono chiamati job, forse per un antica eridità del VMS.
    Alcune cose utili da sapere:

  • Per sospendere un processo che gira in foreground: CTRL-Z
  • Per riavviare un processo sospeso, ma in background: bg
  • Per vedere la lista dei jobs attivi: jobs
  • Per portare un processo in foreground: fg
  • Killare un processo

    Alcuni processi non possono essere fermati con CTRL + C e vanno quindi "killati"(uccisi)
    Per uccidere un processo si usa la sintassi: kill

    Molto spesso se un processo non ne vuole sapere di "morire" si può mandargli direttamente altri tipi di segnale, la sequenza che di solito si usa è :
    kill -15
    kill -9

    Gestione sistema


    Reboot Veloce

    Basta premere CTRL+ALT+CANC se si è in modalita testo. Altrimenti uscire prima dall’X-Window con CTRL+ALT+BACKSPACE
    La sintassi correttà per fermare o riavviare il sistema è :
    shutdown [-h|-r] NOW
    Con l’opzione "-h" si ferma il sistema, mentre con "-r" si effettua un reboot.

    Uscita temporanea

    Si puo lasciare accessa la macchina, Linux spegnerà autoticamente il monitor e renderà lo schermo nero. Però dovrete uscire dai terminali nei quali siete entrati usando il comando "exit" oppure "logout".

    Cambiare utente al volo

    In ogni momento è possibile lavorare con un nuovo utente per mezzo del comando su
    Per usarlo digitare: su nome_nuovo_utente
    quando avete finito usate "exit" per ritornare all’utente precedente.

    Older Posts »